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Copertina del mese - Anno VII - N.79 - GENNAIO 2012
Articoli dall'ultimo numero
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Se uno sbaglia, si perde tutti!

Cari lettori, è difficile sintetizzare in poche righe tutto quello che vorrei scrivere in questo numero di Porta Grande. Stiamo vivendo un periodo complicato per il nostro Paese, per i riflessi della crisi finanziaria internazionale in un mondo globalizzato, per cui se accade qualcosa a Rio, Tokio, Pechino, in Burundi o in Somalia (per non dimenticare i Paesi poveri), se ne subiscono gli effetti anche in Italia, a Roma e a Cisternino. Nel nostro Paese, inoltre, diamo un forte contributo negativo alla crisi grazie alle incapacità delle classi dirigenti, di coloro che dovrebbero occuparsi di gestire la politica, la formazione, l’imprenditoria e il controllo dell’intero sistema. Oggi un intero Paese è collassato da lotte di potere per il controllo dei propri orticelli, senza immaginare neppure lontanamente che apparteniamo a un unico “eco-sistema” integrato, una sorta di banda musicale o squadra di calcio (per semplificare): se uno sbaglia, si perde tutti.
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Cittadini "strozzati"
La Censum (società di riscossione coattiva) ha inviato ai cistranesi diverse centinaia di raccomandate di ingiunzione di pagamento, da effettuare entro 15 giorni, riguardo gli oneri relativi al condono degli abusi edilizi autodenunciati e realizzati prima del 1983, 1993 e 2003 (primo, secondo e terzo condono). A denunciare ciò in un volantino è il gruppo consiliare del Pdl con i consiglieri comunali Mario Saponaro e Maria Zigrino, i quali accusano il sindaco Baccaro di comportarsi ancora come assessore (alle opere inutili, rinviabili o superflue). Per garantire gli incassi al Comune ha pensato bene di mandare in bolletta un po’ di famiglie cistranesi, che entro 15 giorni devono pagare. Certamente da Roma arriveranno meno soldi ai Comuni, e i sindaci dovranno scegliere se tagliare costi e sprechi oppure aumentare le tasse ai cittadini. Il nostro primo cittadino ha pensato di seguire la seconda strada, discutibile anche nel metodo e nella quantificazione. Non si capisce infatti perché il cittadino debba pagare entro quindici giorni senza neppure conoscere i motivi della richiesta, soprattutto dopo che la pubblica amministrazione non ha fatto niente per tanti anni.
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Piet Zip Zip d'stu pais jeve nu Vip

Una foto dell’evento “illuminanti Corpi Illuminati” a cura di Marilena Gulletta e Bernardo Palazzo, tenutosi alcuni anni fa nella Torre Normanno Sveva di Cisternino. In quella manifestazione, i curatori dedicarono uno spazio espositivo anche a “Zip Zip”, il quale mise a disposizione il suo patrimonio di immagini sacre e icone di santi, e un suo dipinto realizzato in cima a una scalinata. Tipïca fïgùra Cistranèse ca na’ngi’àcchijve mè’ jind’alla chèse, ‘na còse-c’còse jè c’avè ffè ch’ l’ mène mmène na’ngi sapève stè. Jève fùrbe e buonacciòne eppùre nu pìcche ‘mbrugghjòne, ma nu dïspijtte da jìdde mè’ l’avijve t’ lu vïdijve nnènde addò mènghe t’ l’aspïttijve.
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Truffe allo Stato: nuove rivelazioni
Nel numero di maggio di Porta Grande, avevamo trattato il caso di un imprenditore fasanese, proprietario di una ditta di trasporti di Cisternino, che aveva evaso il fisco per 4 milioni di euro. Verso fine aprile, la Guardia di Finanza della compagnia di Fasano, comandata dal capitano Francesco Calimero, appurò di una maxi evasione fiscale da parte dell’imprenditore che, negli anni che vanno dal 2007 al 2011, omise di dichiarare un valore positivo di oltre 3 milioni di euro, evase il pagamento dell’Iva e trattenne ritenute d’acconto ai lavoratori. A metà dicembre le indagini, che nel frattempo sono proseguite, hanno scoperto un’altra frode dell’uomo. Infatti sembrerebbe colpevole di aver violato l’art. 11 della legge 74/2000 (sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte), per la quale rischia la reclusione da sei mesi a quattro anni. L’imprenditore, al fine di sottrarsi al pagamento di imposte sui redditi e per salvaguardare i suoi beni dalle frodi che metteva in atto, ha ceduto beni della sua società per un valore superiore ai 150.000 euro.
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Don Luigi Ciotti sotto il fragno

Anche quest’anno si terrà la “Marcia della solidarietà e della pace”. La partenza è prevista alle ore 10.30 di domenica 12 febbraio, come di consueto si formeranno separatamente il gruppo di Locorotondo e quello di Cisternino, quest’ultimo nei pressi della Chiesa Matrice, dopo la celebrazione della S. Messa del vescovo mons. Enrico Dalcovolo, rettore magnifico dell’Università Lateranense, ex postulare per le cause dei santi per i Salesiani. I due cortei si incontreranno poco prima di Marinelli per raggiungere la piazza della contrada insieme, dove don Luigi Ciotti terrà l’intervento conclusivo. Le adesioni alla marcia sono già numerose, l’Associazione Pro Marinelli che coordina l’iniziativa, si augura anche la partecipazione spontanea di cittadini non organizzati. Ad un mese dalla marcia si contano già una quarantina di associazioni e almeno una trentina di Enti pubblici, con i comuni di Cisternino e Locorotondo in testa.
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Dove va la sanità?

Improvvisamente abbiamo scoperto che non avevamo solo un alto debito pubblico ma eravamo sull’orlo del fallimento malgrado il risparmio dei cittadini in Italia sia il più alto in Europa. In questa fase in cui si sta tagliando di tutto (tranne forse il superfluo) e in cui per un perverso meccanismo aumentano i prezzi a dismisura, anche la Sanità deve fare i conti con il suo futuro. Il SSN (Sistema Sanitario Nazionale) vecchio di oltre 30 anni, sta manifestando tutti i suoi limiti. Intanto ricordiamo queste cifre ufficiali, riferite all’ultimo anno utile 2008 e alle voci più importanti.
Siamo però solo al 6,78 % di spesa del PIL (inferiore ad altri Paesi europei) con un costo annuo medio per ogni cittadino di circa 1.900 euro. I quasi 7 miliardi destinati alla Puglia, come per altre regioni tranne quelle che hanno una mobilità attiva (assistono pazienti di altre regioni ricevendo i corrispettivi economici tolti ai fondi locali – vedi Lombardia), sono ormai insufficienti a garantire tutti i servizi. Quindi ecco i piani di rientro, le chiusure dei piccoli ospedali, la razionalizzazione dei servizi, i tagli al personale e ai servizi convenzionati esterni. La mentalità ospedalocentrica di questi decenni ha portato a dirottare la maggior parte delle risorse verso gli ospedali, con lucrosi interessi negli appalti e nelle acquisizioni di beni e servizi, senza una verifica sulla qualità e sulla necessità dei ricoveri. Con colpevole ritardo ora si cerca di ridurre la spesa ospedaliera operando sul territorio e intercettando i bisogni prima di arrivare in ospedale.
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