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Editoriale novembre 2018

Differenziare è sacrosanto,

ma non basta!

a cura di Dora De Vito

Discussioni su discussioni non fanno che far crescere rabbia e stanchezza per una situazione ormai drammatica a Cister­nino. Mi riferisco al problema “rifiuti” che sta massacrando il nostro comune da un po’ di tempo. Lamentele forti che creano tensione dalla piazza al Comune e inaspriscono i rapporti tra cittadini e amministrazione in un momento, per la vita del nostro paese, dove tutto dovrebbe esserci fuorché odio e disprezzo. Tutti noi siamo clienti dell’azienda di rac­colta, del centro raccolta, della discarica e dei vari impianti di recupero, quindi il nostro operato è determinante per la soluzione di un problema che può essere risolto soltanto se tutti si armano di pazienta e buon senso. Perché, allora, se ognuno di noi nel suo piccolo fa il suo dovere, differenzia, riutilizza i rifiuti e riduce imballaggi, non ottiene benefici immediati e le tasse non diminuiscono?

Il cittadino, ignaro dell’effettiva complessa macchina amministrativa ed eco­nomica che mette in moto una amministrazione, pagando 400 o 500 euro all’anno, non comprende come sia possibi­le che quei soldi siano insufficienti! Perché ci sono fattori economici molto più complessi alla base, dove ciò che esce deve rientrare nelle spese. Qualunque soluzione per con­trollare la raccolta differenziata, necessaria per la sopravvi­venza del Comune, necessita di soldi che, laddove manchino, capite bene, non può essere attuata. Servirebbe qualcuno che casa per casa controllasse se effettivamente i rifiuti vengano differenziati e che nei centri di raccolta impedisca che i rifiuti vengano gettati senza criterio.

Una soluzione del genere è utopica, specie laddove la tassa ordinaria rifiuti non basta a coprire le spese standard. Un controllo con persone remunerate che girino casa per casa è costosissimo. Nella nostra area costituita da centro abitato e campagna il problema è ancora più gra­ve: nelle campagne, bidoni per l’indifferenziata più rari e più piccoli rispetto al passato sono sempre strapieni e a volte seppelliti sotto una montagna di sacchetti. Laddove i bidoni sono stati rimossi, gli habi­tué hanno continuato imperterriti a buttare rifiuti in quei luoghi senza cassonetti, aggiungendo danno su danno...

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