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Editoriale agosto 2019

Come nel tennis

di Francesco Carriero

In parecchi sport (il tennis, la pallavolo, il ping-pong, per citarne alcuni) esiste il concetto di “errore gratuito”.Sarebbe un errore commesso senza esservi stato costretto dall’avversario o dalle circostanze di gioco, quasi inspiegabile se non ricorrendo a un improvviso black-out di concentrazione nel giocatore, o a una fretta ingiustificata di chiudere il punto o la partita. Qualcosa di simile sta avvenendo a Cisternino sulla vicenda del 5G, a giudicare dalle risultanze dell’ultimo Consiglio Comunale.

Ora, intendiamoci: buona parte delle cose che si leggono e sentono in giro, soprattutto sui social media, sono delle vere e proprie fesserie, seppur con gradazioni diverse, e non è escluso che in futuro si possa produrre una serie di approfondimenti tecnici sull’argomento sulle pagine di questo stesso giornale: è sicuramente una fesseria il presunto abbattimento a tappeto degli alberi, è una fesseria che esistano studi che dimostrano la relazione del 5G con l’insorgenza di tumori, è una fesseria che l’aumento del numero delle antenne distribuito sul territorio corrisponda a una crescita esponenziale dell’esposizione delle persone alle onde elettromagnetiche.

La fesseria di cui ci occupiamo qui è quella secondo la quale il Sindaco, firmando il contratto proposto a Cisternino nel quadro dei comuni Bandiera Arancione, abbia autorizzato la sperimentazione 5G sul territorio comunale, rendendo i cistranesi delle cavie al servizio di non si capisce bene quali “poteri forti”, e adombrando in qualche commento social addirittura lo spettro di mazzette. Niente di tutto questo, ovviamente: la sperimentazione pre-commerciale del 5G in Italia è già in corso, su tre aree identificate durante il processo di asta delle frequenze (Milano, Prato-L’Aquila, Bari-Matera), e Cisternino non vi rientra, né vi può rientrare con un accordo del tipo di quello in questione. Accordo che prevede, invece, la concessione ad uso gratuito di locali comunali in cambio dell’installazione dell’infrastruttura necessaria quando e se il 5Gg arriverà sul territorio nazionale, alla fine della sperimentazione.

Allora, perché parliamo di errore gratuito? Non certo per motivi sanitari (anche qui, niente è dimostrato, ma basta un minimo di conoscenze tecniche per capire che, se pericolo c’è, è il 4G il nemico da combattere), che comunque, se e quando il 5G avrà via libera a livello nazionale, dovranno essere state valutate a livello governativo, se non comunitario. No. Il motivo, come nel tennis, è che non c’era nessuna fretta di firmare quel memorandum, e che si poteva provare a cambiarne il testo in alcuni punti che, adesso, potranno essere affrontati solo in sede di progetto esecutivo, da una posizione oggettivamente più debole. Tra l’altro, se dal punto di vista dell’infrastruttura di telecomunicazioni la sperimentazione è in corso, dal punto di vista degli applicativi che ne potranno sfruttare le potenzialità, i servizi sono ancora molto di là da venire, per cui molto probabilmente, se la cosa si fa, ci ritroveremo per qualche tempo (auspicabilmente bre­ve) con una specie di cattedrale nel deserto, inutilizzata.

Insomma, una versione in piccolo della fesseria (quella sì, enorme!) del con­tratto pubblica illuminazione e della favola per gonzi di una città smart costruita sulle onde convogliate, lasciata a futura memoria di come si possano bruciare nel nulla non meno di 2 milioni e mezzo di euro: soldi dei cistranesi. Il punto più critico della proposta “Bandiere Arancioni” non è neanche...

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